Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Monthly Archives : giugno, 2011

Lanciare libri


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Allora i ragazzi, indispettiti di non potersi misurare col burattino a corpo a corpo, pensarono bene di metter mano ai proiettili, e sciolti i fagotti de’ loro libri di scuola, cominciarono a scagliare contro di lui i Sillabari, le Grammatiche, i Giannettini, i Minuzzoli, i Racconti del Thouar, il Pulcino della Baccini e altri libri scolastici: ma il burattino, che era d’occhio svelto e ammalizzito, faceva sempre civetta a tempo, sicché i volumi, passandogli di sopra al capo, andavano tutti a cascare nel mare” [Pinocchio, cap.XXVII)
Che c’è poi quel participio passato di ammalizzire ( cioè, transitivamente, far acquisire malizia o, riflessivamente, smaliziarsi, scaltrirsi) che da solo vale quanto un’intera mattinata di discorsi nella spianata di Pontida. Interessante sapere poi anche come prosegue il capitolo, con la morte più o meno virtuale( l’ennesima in questo libro ferale e tragicissimo) di uno sfortunato, antifrastico Eugenio:
Fra questi libri, v’era un volume rilegato in cartoncino grosso, colla costola e colle punte di cartapecora. Era un Trattato di Aritmetica. Vi lascio immaginare se era peso dimolto! Uno di quei monelli agguantò quel volume e, presa di mira la testa di Pinocchio, lo scagliò con quanta forza aveva nel braccio: ma invece di cogliere il burattino, colse nella testa uno dei compagni; il quale diventò bianco come un panno lavato, e non disse altro che queste parole:
– O mamma mia, aiutatemi… perché muoio! Poi cadde disteso sulla rena del lido. Alla vista di quel morticino, i ragazzi spaventati si dettero a scappare a gambe e in pochi minuti non si videro più.”

Moratoria


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Di questa adesso c’avete raccontato più o meno tutto, togliendole così ogni fascino ed incanto: c’avete detto che la foto era stata fatta su commissione, che era stato tutto immaginato ed ordito nei minimi dettagli, che quell’amore afferrato a volo su un marciapiedi era del tutto finto ed artefatto, che la coppia, a qualche mese dalla foto, poi si separò e che fra i due scattarono poi denunce e querele, soprattutto quando la foto ( tirata inizialmente nel 1950 in una sola decina di esemplari) divenne celeberrima ed una delle rare stampe originali autenticata sul retro da Robert Doisneau, che l’aveva donata alla protagonista dello scatto Françoise Bornet, venne battuta all’asta nel 2005 su una base di partenza di 15.000/20.000 euro ed  aggiudicata ad un facoltoso svizzero rimasto anonimo che ha  sborsato la cifra record di 184.960 euro.

Di quest’altra non vogliamo sapere niente: una didascalia semplice e povera basta ed avanza. Scrivete solo: Vancouver, 16 giugno 2011.

Giardinologia per principianti


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A Chiasso, a Chiasso, allora, un po’ come le tre sorelle cecoviane sognavano Mosca. A Chiasso, a Chiasso, allora, ma non per una gita d’istruzione ( quella a cui esortava Arbasino rivolgendosi al “ gruppetto [che] negli anni Trenta invece di studiarsi qualche grammatica straniera e di fare qualche gita a Chiasso a comprarsi un po’ di libri importanti (tradotti e discussi da noi solo adesso, ma già pubblicati e ben noti fin d‟allora) ha buttato via i trent’anni migliori della vita umana lamentandosi a vuoto e perdendo del tempo a inventare la ruota o a scoprire il piano inclinato mentre altrove già si marciava in treno e in dirigibile”) , (continua…)

Largo ai giovani.


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Fa bene il Corriere della Sera quando spiega che tra gli argomenti (evasione fiscale, bassa produttività, proprietà familiare delle imprese, mercato finanziario asfittico, scarsa competitività) proposti recentemente dal periodico inglese Economist ad indicare la mancata crescita dello Stivale (tra 2000 e 2010 solo Zimbabwe e Haiti hanno visto crescere il Pil meno dello 0,25% italiano) il più preoccupante pare quello della gerontocrazia. Una «gerontocrazia» che nel nostro paese è praticamente istituzionalizzata, che rende difficile ai giovani l’ ingresso nel mondo del lavoro e la costruzione di una carriera, giovani che scappano all’ estero (i talenti) o nella peggiore delle ipotesi (un quarto del totale) sono disoccupati. Così, da poco più di una settimana, per dimostrare la sua netta contrarietà a questo stato di cose, il Corriere ha chiamato a collaborare alla pagina della Cultura un vero outsider delle patrie lettere, un giovane critico emergente: Pietro Citati di anni 82. Citati si aggiunge alla fitta schiera di autori che sulle quelle pagine scrivono, di cui sicuramente sentiremo parlare in un futuro prossimo: Alberto Arbasino (anni81), Corrado Stajano (anni 81), Guido Ceronetti(anni 84), Raffaele LaCapria(anni 91),Giuseppe Galasso(anni 81), Giovanni Russo(anni 85), Emanuele Severino(anni 81), Giovanni Sartori( anni 89), Eva Cantarella(anni75), Cesare Segre( 82) e, last but not the least, Gillo Dorfles di anni 101.

Ascolta la tua radio ( per favore)


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Qualche volta il destino sceglie le onde medie. “Questo qui non sa cantare”: così sentenziò la mamma di Bruce Springsteen che ascoltava in auto una stazione radio di New York, la Wmca, insieme a suo figlio, in una calda notte dell’estate del 1965. L’apodittica stroncatura era dovuta al fatto che la radio stava trasmettendo una canzone strana e inaudita sin dal titolo “Like a Rolling Stone”, cantata(?) da un certo Bob Dylan. Col senno del poi, facile oggi riconoscere l’ennesima riprova della fallibilità dell’istinto materno; per il figlio quel colpo di rullante con il quale si apre il pezzo “risuonò come se qualcuno avesse sfondato a calci la porta della mente”. Un colpo di batteria come un’epifania, un’agnizione decisiva, la materializzazione sonora di un destino fino ad allora imperscrutabile. Ancora onde medie: il direttore d’orchestra Lukas Foss, una sera del 1956, sua moglie, l’auto e la radio. Mentre stava andando a cena con sua moglie Cornelia, la radio cominciò a trasmettere le ‘Variazioni Goldberg’ incise da Glenn Gould per la CBS appena un anno prima. Guidava Cornelia e Lukas la pregò di fermare l’auto per poter sentire quella musica con l’attenzione che meritava. Ne era letteralmente rapito. Cornelia, pur non essendo musicista, rimase pazientemente seduta per tutti i 38 minuti e ventisei secondi di questa prima versione gouldiana delle Variazioni più cool della storia della musica. Al termine dell’ascolto, l’annunciatore pronunciò il nome dell’esecutore: era la prima volta che i coniugi Foss sentivano quel nome. Tre anni dopo, Gould, trovandosi a suonare a Los Angeles, colse l’occasione per invitare Foss, che ammirava come musicista, al concerto che tenne in quella città ed al party post-esibizione. Nacque una profonda amicizia fra i tre e Gould iniziò quella relazione con Cornelia che durò per quasi 10 anni: il rapporto più serio, turbolento ed ossessivo della sua vita.

Pre-coitum Scurati tristis est.


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Curiosamente, molti dei commenti di analisti della sinistra nostrana, a proposito dei recenti risultati elettorali, sono attraversati non solo dall’euforia di una vittoria giunta in netto ritardo, dopo decenni di umilianti sconfitte subite ad opera della classe politica più arrogante, illiberale, truce ed ignorante dell’epoca repubblicana, ma anche dall’idea che, in poco meno di due settimane, il nostro paese abbia freudianamente ucciso e cancellato gli anni più brutti della nostra storia recente, gli anni’80. (continua…)

Inutilità dell’impermeabile.


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“Pessimista è colui che aspetta che piova. Io sono già bagnato fradicio» ha detto. Così però si attesta l’inutilità dell’impermeabile, sia esso blu e famoso.

Delizione


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Leggere la seconda e terza pagina dell’inserto culturale del Sole 24 ore, domenica scorsa, provocava una sorta di vertigine; più che sfogliare carta stampata sembrava di aggirarsi tra le ossessive repliche di una infinita galleria di specchi: non so quanta volontarietà vi fosse in tutto questo o se ad agire fosse stata solo la provvida inconsapevolezza del redattore, (continua…)

Nulla dies


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Facciamo un gioco: questo blog ha taciuto per quasi un mese. Adesso mi riprometto di scrivere un post al giorno. Vediamo che succede. Come si dice: nulla dies sine linea.