Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Monthly Archives : gennaio, 2012

Orsola Puecher dixit


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( Lei si chiama Orsola Puecher: basta scorrere ognuno dei suoi post apparsi su Nazione Indiana per comprendere in quanti modi inimitabili possa essere declinata la massima forsteriana dell’only connect. E che meraviglia quindi se questo suo post dedicato a Ricci mi rende felice come un bambino alle prese con le vacanze estive?)
http://www.nazioneindiana.com/2012/01/31/linnio-accorroni-ricci/

Massimo Raffaeli dixit


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(Massimo Raffaeli wikipediato)

 

(Alias Libri-Il Manifesto 29/1/2012)
Un esordio marchigiano
Nel ricco e persino sorprendente vivaio marchigiano, circa la quantità e qualità degli autori residenti, Linnio Accorroni, osimano della classe 1959, si era finora segnalato

(continua…)

Paesologia: 110 anni fa.


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30 Apr.1822
Essendo vissuto lunghissimo tempo in città piccola, e fra gente lontanissima da quel che si chiama buon tuono, e spirito di mondo, quantunque io non abbia più che tanta pratica della così detta buona società, mi par nondimeno di avere in mano bastanti comparazioni per potere affermare che ne’ paesi piccoli, e fra gli uomini e le società di piccolo spirito, (continua…)

Un villano di Recanati


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Di Nietzsche, ovviamente, non ci si può sdimenticare la ricca aneddotica biografica: la sifilide, il piano e la prostituta ( tutti e tre tutt’insieme, tutto in una sola volta), la foto protofemminista con Paul Rée e la donna la più bella del mondo, Lou_von Salomé, quei piccoli regesti della follia che sono le lettere da Torino, firmate con pseudonimi d’evocativa altisonanza: “ il Crocefisso, Caesar, Dioniso, l’Anticristo, il Mostro,…” Ma soprattutto celeberrimo l’episodio del cavallo quando il 3 gennaio del 1889, in via Po, in pieno centro di Torino, Nietzsche, uscendo di casa, vide un cocchiere frustare e prendere a calci il suo cavallo fino a che l’animale si accasciò al suolo. Nietzsche gli si avvicinò e, piangendo, ne abbracciò il collo. La vulgata vuole poi che il filosofo, sperimentando la gaia scienza del frustino, rivolse il nerbo schioccante contro il pessimo cocchiere. Ma di questo poco ci cale. Milan Kundera cita questo episodio nell’ “Insostenibile leggerezza dell’essere”, e sostiene che Nietzsche offriva così al cavallo una preghiera per poter essere perdonati da ciò che Cartesio sosteneva: “l’uomo è padrone e signore mentre l’animale – dice Descartes – non è che un automa, un meccanismo animato, una macchina animata. Se un animale si lamenta quello non è un lamento, ma soltanto il cigolio di un congegno che funziona male. Se la ruota di un carro stride, non vuol dire che il carro soffre, ma soltanto che il carro non è ben oliato. Allo stesso modo dobbiamo intendere il pianto di un animale e non dobbiamo rattristarci per un cane se in un laboratorio sperimentale lo fanno a pezzi ancora vivo.” Certo però che anche a Recanati, qualche decennio prima del fattaccio di via Po, non si scherzava in fatto di pietas: “Un villano del territorio di Recanati, avendo portato un suo bue già venduto al macellaio compratore per essere ammazzato, e questo sul punto dell’operazione, da principio dimorò sospeso e incerto di partire o di restare, di guardare o di torcere il viso, e finalmente avendo vinto la curiosità, e veduto stramazzare il bue, si mise a piangere dirottamente. L’ho udito da un testimonio di vista.” ( Leopardi, Zibaldone).La foto è del grande indimenticabile Alberto Grifi, tratta da un book intitolato per l’appunto ‘Mattatoio di Recanati’.

Di spilli, coltelli ed asce.


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Come contraddire il dottor Destouches, nom de plume Céline, quando affermava che alla fine “ci sono soltanto due modi di fare letteratura: fare letteratura oppure costruire spilli per inculare le mosche”. Pur riconoscendo l’indubbia importanza di questi ronzanti araldi dei primi tepori primaverili, insonni piluccatrici di tutto ciò che può essere piluccato, probe compulsatrici di rifiuti e cacche, (continua…)

Voglio vederti danzare


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Un dialogo


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Così, proprio nello stesso giorno, poteva capitare di leggere e condividere molta parte del punto di vista di Alessandro Bertante che, in un articolo apparso ieri su Saturno, l’inserto culturale de “Il fatto quotidiano’ così si esprimeva a proposito di quello che, ai suoi esordi, poteva sembrare una specie di giardino delle delizie in perenne progress e che oggi invece è ridotto, spesso e volentieri, alle condizioni di un luogo maleodorante e putrescente, una discarica a web aperto dove poter cumulare i propri sfoghi atrabiliari senza nessun controllo o (auto)censura. (continua…)

Pescatori di perle


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“[…«] in Benjamin abbiamo qualcosa di – se non unico – certo estremamente raro, il dono di pensare poeticamente. Questo pensiero, nutrito dell’oggi, lavora con i “frammenti di pensiero” che può strappare al passato e raccogliere intorno a sé. Come il pescatore di perle che arriva sul fondo del mare non per scavarlo e riportarlo alla luce, ma per rompere staccando nella profondità le cose preziose e rare, perle e coralli, e per riportarne frammenti alla superficie del giorno, (continua…)

Basso continuo


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“L’ignobile mi piace: è il sublime dal basso” (G. Flaubert, lettera a Louise Colet, 5 settembre 1846)

Tutti i nomi


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… Mi ricordo, quando ero bambino, il racconto di un fortunoso atterraggio di un dirigibile, credo nei primi anni dieci, o nei primi anni venti, un atterraggio di fortuna, però non tragico, insomma, di un dirigibile. La cosa fu anche piuttosto spettacolare. (continua…)