Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Monthly Archives : maggio, 2012

Il bello viene dopo


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“Dovresti abituarti al Manzanillo”-disse la ragazza cercando il lapis per le sopracciglia nella trousse di tartaruga. “Non fa morire, porta via il ricordo di tutto. Dopo saresti come una donna che ha saltato il fosso, che non ha più paura di nulla. Ma tu vuoi restarci dentro, nel fosso; a pescarci le anguille del tuo passato” ( Eugenio Montale, Prose narrative, Mondadori, pag. 71)

Gli orloggi della Comune


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La coscienza di far saltare il continuum della storia è propria delle

classi rivoluzionari nell’attimo della loro azione. La grande

rivoluzione ha introdotto un nuovo calendario. Il giorno in cui ha

inizio un calendario funge da acceleratore storico. Ed è in fondo lo

stesso giorno che ritorna sempre nella forma dei giorni festivi, che

sono i giorni del ricordo. I calendari non misurano il tempo come

orologi. Essi sono monumenti di una coscienza storica di cui in

Europa, da cento anni a questa parte, sembrano essersi perdute le

tracce. Ancora nella Rivoluzione di Luglio si è verificato un episodio

in cui si è affermata questa coscienza. Quando scese la sera del primo

giorno di battaglia, avvenne che in molti luoghi di Parigi,

indipendentemente e nello stesso tempo, si sparasse contro gli orologi

delle torri. Un testimonio oculare, che deve forse la sua divinazione

alla rima, scrisse allora: «Qui le  croirait! on dit, qu’irrités contre

l’heure | De nouveaux Josués au pied de chaque tour | Tiraient sur les

cadrans pour arrêter le jour».( Walter Benjamin, Tesi di filosofia della storia in Id., Angelus novus. Saggi e frammenti, trad. it. di R. Solmi, Torino, Giulio Einaudi editore, p. 80-81).]

«La morte sta anniscosta in ne l’orloggi;
E ggnisuno pò ddì: ddomanì ancora
Sentirò bbatte er mezzoggiorno d’ogg
i» (G.G.Belli)

Non duellabile


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Con l’affabulante ironia che gli è congeniale, Nabokov nel suo mémoire ‘Parla, ricordo’, ci spiega, utilizzando la ruvida efficacia di un neologismo, che esistono persone con le quali è eticamente corretto accettare la sfida. Altre invece, annichilite dall’everest del nostro disprezzo, non possono certo aspirare a tanto: ché queste appartengono alla trista semenza dei ‘non duellabili’. “Ma un giorno, mi pare nell’inverno del 1911, il più autorevole giornale della destra reclutò un giornalista di dubbia fama affinché mettesse insieme un pezzo molto triviale, pieno di insinuazioni che mio padre non avrebbe potuto lasciar passare impunemente. Dal momento che la notoria disonestà dell’autore rendeva quest’ultimo ‘non duellabile’( neduelesposobnyi, come stabilito dal codice d’onore russo), mio padre chiamò in causa il direttore del quotidiano in cui era apparso l’articolo, persona in qualche modo meno equivoca”. (Vladimir Nabokov, Parla, ricordo, Adelphi, 2010, trad. Guido Ragni, pag.205)

è saltare è saltare è saltare


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“L’arte anche a me pare di poco conto
ma è il nostro affare
e il nostro daffare al momento
è saltare è saltare è saltare
se no sulla coda ci mettono il sale”
(Elio Pagliarani da Dittico della merce: II. Certificato di sopravvivenza)

Hombre vertical


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“… che sta a rappresentare un uomo retto, integerrimo, dritto nelle sue convinzioni. ma anche, in senso traslato, una figura che rappresenta un simbolo, un esempio da seguire, visibile proprio in quanto “vertical”. Mai domo, mai piegato alle convenienze altrui, sempre pronto a combattere per i propri ideali.”

Bacio


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Molto bello, anche se un po’ compiaciuto, il piccolo monologo della scrittrice iraniana in esilio Lila Hazam Zanganeh sul bacio che ha aperto ieri sera la trasmissione di Fazio-Saviano. (continua…)

Piove


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“L’altro esempio per me folgorante è ‘Pioggia’ di Joris Ivens, dove l’idea di filmare i piedi dei passanti, le ruote delle auto, le pozzanghere, le grondaie e gli scoli d’acqua mentre sta piovendo, diventa la scoperta d’una dimensione inesplorata- quelle delle cose qualsiasi. Queste sono colte in una contingenza che le rende tutte esemplari, come altrettante immagini dell’essere al mondo. La pioggia richiama il sentimento d’essere al mondo, assieme ai passanti, alle auto, ai gatti che spiano l’acqua etc.” ( Gianni Celati, Conversazioni del vento volatore, Quodlibet, 2011, pag. 54)

E quant’altro


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La prima volta che ho sentito ‘e quant’altro’ è stato una quindicina d’anni fa. Me lo ricordo benissimo. Era una specie di microriunione (continua…)

Notizie dall’Acquaviva


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I papaveri, deportati dai campi a colpi di diserbanti e chimica lebbra, si sono trasformati in abulici voyeur che si limitano a spiare le vicende granesche dai bordi e dai confini, discettando sulla stagione e sul clima, su prezzi e costi.
Così, a maggio inoltrato, puoi essere avvolto da una nube di neve che ti circonda correndo svagata per cadere là sul prato, già screziato di bianco, dalle corolle margheritesche.

Nulla nessuno in nessun luogo mai.


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[…]

…Pensare

cosa può essere – voi che fate

lamenti del cuore delle città

sulle città senza cuore –

cosa può essere un uomo in un paese,

sotto il pennino dello scriba una pagina frusciante

e dopo

dentro una polvere di archivi

nulla nessuno in nessun luogo mai.

(Vittorio Sereni, Intervista a un suicida in “Gli strumenti umani”)