Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Monthly Archives : aprile, 2013

Goya revisited


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“Il sonno della ragione genera ministri” ( Arbasino).

Costruire letti perché ci dormano gli altri


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Come contravveleno alle polemiche sul ‘Partigia’ di Sergio Luzzatto, riapro qua e là ‘Le lettere di condannati a morte della Resistenza italiana’, due volumetti editi dall’Unità ‘veltroniana’ nel febbraio 1993. Ogni lettera è preceduta da una scheda il cui tono, emendato da ogni enfasi o retoricismo, pare quello di un telegramma quasi rap, con l’interpunzione sostituita da trattini dickinsoniani. Non so bene il perché di questa scelta, ma la trovo sapiente, perfetta, persuasiva. Poi, ognuna di esse, ha uguale l’incipit ( ” Di anni…”) e l’explicit ( “Fucilato il giorno…”): muta l’età, la professione, le circostanze della cattura, il tempo intercorso tra essa e la fucilazione dello scrivente. C’è una lettera di Pietro Benedetti, di anni 41, ebanista, fucilato il 29 aprile del ‘44 sugli spalti di Forte Bravetta di Roma scrive una frase con la quale condensa superbamente il senso più profondo della lotta partigiana: ” Non per niente costruiamo i letti perché ci dormano gli altri”.

Mi ricordo, 15


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Mi ricordo quella trasmissione che davano la domenica pomeriggio su Rai 3: mi ricordo che la conduceva Andrea Barbato, ma c’era pure Enrico Ghezzi, ed una volta era piombato in trasmissione pure Gregory Corso ubriaco accompagnato da Riondino stralunato. Mi ricordo quel flusso continuo di citazioni dove lessi per la prima volta una mirabilia proustiana, che, dopo aver spento la tv, tentai per lungo tempo di capire- vanamente, hélas- : “Cessò di essere stupido. Cominciò ad essere folle”.

Mi ricordo,14


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Mi ricordo quella trasmissione radiofonica pomeridiana che davano a Radio 3 ed il rumore preregistrato delle onde che faceva da sottofondo alle parole dei conduttori.

Le paturnie di un neodeputato


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Che cosa ha Edoardo Nesi più di me? Praticamente tutto. È più bello di me. È più alto di me. È più ricco di me. È più toscano di me che sono invece marchigiano. È pure più boccoluto di me e guardandolo lì nella foto puoi ammirare il mélange perfetto dei grigi, dei bianchi e del nero tra barba diligentemente négligè e quei capelli lunghi q.b. (continua…)

Scapole che prudono


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Orsù, cerusico causidico: urge rimedio omeopatico (o allopatico) per stizzosa, impenitente pruderie scapolare.

Se
dal cielo
l’arcobaleno penzola (continua…)

Tirarsela


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La stupidità non arriva mai da sola. Spesso infatti si fa accompagnare da solerte cortigiane che volentieri la scortano, intrise come sono della sua stessa miserabile natura: ignoranza, volgarità, cialtroneria, arroganza, superficialità. Nella ‘recensione’ che oggi appare nel Venerdì di Repubblica a proposito del libro ‘Inclini all’amore’ (Playground) ce n’è una prova di abbagliante chiarezza: (continua…)

Nuocere


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“Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia.” ( Italo Svevo, Prefazione del dottor S. in La coscienza di Zeno, 1923).
” Occorre leggere questo libro tenendo in mente che è stato scritto con la precisa intenzione di nuocere alla società spettacolare. Non ho mai detto nulla di eccessivo”. ( Guy Debord, Avvertenza in La società dello spettacolo, Baldini e Castoldi, 1997, pag. 33, trad. Paolo Salvadori)

Gibetto


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Pisanello Sei impiccati dama in profilo e bambino di fronte, cm. 28,3 x 19,3, British Museum, Londra.

Quel verso è solitario come una forca, scrive Momigliano riferendosi alla laconica clausola del XIII canto dell’Inferno: “Io fei gibetto a me de le mie case”. Boccaccio, poi, in un passo del suo commentario al poema divino, contestualizzando la scelta dell’anonimo suicida ( qualcuno pensa possa trattarsi del giudice Lotto degli Angli, che si ammazzò perché una sua falsa sentenza, estortagli per denaro, fu poi causa della morte di un innocente, altri dicono trattarsi di tal Rocco dei Mozzi, impiccatosi dopo aver sciupato tutto il patrimonio) annota che ‘ in que’ tempi, molti se ne impiccarono, acciò che ciascun possa aporlo a qual più piace di que’ molti’. (continua…)