Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Monthly Archives : maggio, 2013

Problema di stile


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” È una cosa che disse Fruttero quando nella saletta Primo Levi del quotidiano «La Stampa», dove era stata allestita la bara di Franco per i suoi funerali areligiosi, tenne un breve discorso prima di spostarsi al cimitero per la cremazione. Sembrava che parlasse quasi a caso, cercando dove afferrare a mezz’aria le frasi una per volta, e invece quando il giorno dopo quel discorso ce lo ritrovammo stenografato in prima pagina sul giornale, era perfetto come un sonetto elisabettiano. (Ecco, vedo che anche questa potrebbe sembrare una risposta possibile alla domanda sullo scrivere, ma è solo apparenza: a un risultato del genere, meglio mettersi il cuore in pace, non si arriva con l’improvvisazione). Insomma, disse a un certo punto Fruttero che loro due, ogni qualvolta dovevano fare un testo qualsiasi, fosse pure la giustificazione scolastica per una delle figlie, si trovavano ad affrontare un problema di stile. Questa non solo è una definizione della letteratura fra le più belle che mi è mai capitato di sentire, ma è anche un lapsus che rivela il midollo dell’amicizia di Franco e Carlo (per una volta mi permetto anche con lui di chiamarlo per nome).”
( Domenico Scarpa: stralcio da un’intervista apparsa qui)

Nuotare nella vasca


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Diciamo subito che mi è immensamente piaciuto ( non capita spesso di andare a rivedere la stessa pellicola a distanza di pochi giorni, non capita spesso che- qualunque cosa si stia facendo- immagini, frammenti, scorci sonori e visivi salgono impunemente alla memoria, non capita spesso che alle persona a cui si vuol bene, o per le quale si desidera una vita buona, si consigli, anzi si ordini di andarlo a vedere -’presto, cosa aspetti?’ ) proprio per quei ‘difetti’ che la critica più negativa gli ha riservato: il suo massimalismo ambizioso, la sua ridondanza magniloquente, l’ostentazione, ai limiti dell’esibizionismo, della superba padronanza di artifici tecnici e stilistici, l’oltranzismo imaginifico, la smania ipercitazionistica, le virate continue nel grottesco e nel visionario, l’assoluta mancanza di una qualche etica positiva, l’estetizzazione senza limiti.etc…Tutti errori e difetti visti con gli occhi di una triste tribù di critici che non ha saputo o voluto cogliere l’imperdonabile forza di questa opera. Del resto, si sa che lo spettacolo della potente genialità altrui, della sua titanica inarrivabilità, è tra i dolori più lancinanti che un individuo, spesso vocato alla mediocrità, possa contemplare. Ma, a quel punto, quelle notazioni critiche, gonfie di un cinismo da vescica scoppiata, piene di rancore e rabbia, equivalgono a ciò che lo spurgo di una fogna lascia sotto un cielo imperturbabile di immacolata azzurritudine. Di questi critici, si parla, comunque, del loro inane delirio d’immobilità, anche in una sapiente sequenza di questa piccola/grande Recherche per immagini che è ‘la grande bellezza’ di Sorrentino: un uomo che nuota furiosamente in una piscina idromassaggio,con la testa sott’acqua e che non si muove neppure di un centimetro a causa della potenza del getto che gli impedisce ogni avanzamento, a dispetto dei suoi furiosi sforzi.

Malattie di cui si è affetti ( senza saperlo)


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W la democrazia


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Ogni tanto fa bene affidarsi alla micidiale logica numerica delle cifre. La si vorrebbe brandire questa logica contro coloro che si fanno belli di locuzioni quali ‘il gioco democratico, la volontà degli elettori, popolo sovrano,…’. Qualche numero, allora, di grazia: nelle ultime elezioni gli aventi diritto al voto sono stati 46.906.343 alla Camera. In realtà, hanno votato solo 35.271.540 persone, ovvero il 75,19 %: dunque risultano ben 11.634.803 di persone non votanti. Al Senato su 42.271.957 elettori, i votanti sono 31.751.350, ovvero il 75,11 %.Risultano così ben 10.520.607 persone non votanti. Cifre alte anche per quanto riguarda le schede bianche o nulle: sono state oltre un milione e 250mila per l’elezione alla Camera. Secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, 395.286 le schede bianche: in pratica, l’1,12% dei votanti. Sono 871.780 quelle nulle, pari al 2,47%. Le schede contestate e non assegnate sono state 1951. Per il Senato, invece, le schede bianche sono state 369.301, pari all’1,16%, e le nulle invece 762.534, pari al 2,40%. Ma passiamo ai partiti che oggi formano, insieme a Lista Civica, il ‘governissimo’: il solo Partito Democratico, dal 2008 a oggi, ha «perso» 3.452.606 voti alla Camera e 2.642.461 al Senato. Il Pdl supera queste cifre avendo ottenuto 6.297.343 voti in meno alla Camera e 5.682.127 al Senato. Ricapitolando: alla Camera, più di 11 milioni e mezzo di non votanti, un altro milione e 250 mila schede bianche e nulle, il Pd perde 3 milioni e mezzo di voti, il Pdl 6 milioni e 300mila. Situazione analoga al senato. Risultato: governo Pd-Pdl. E poi che c’è di strano se uno sogna Pancho Villa.

Recenti Maestri


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Su feisbuc c’è lo status di un tipo che’tramite cellulare’, colto da un irrefrenabile raptus scribendi, vuol far sapere al mondo che durante un viaggio, privo di altro, si è ritrovato a rileggere la sua opera prima (o seconda?): “è pazzesco, mi ha catturato come se fosse la prima volta, come se non l’avessi scritto io, come se non sapessi a memoria la trama… e mi ha fatto ridere, piangere, riflettere e dire “Diamine,( e qui, autonominandosi, passa ad un confidenziale tu con sé stesso) come puoi averlo scritto tu?!”. C’è anche lo spazio per un postscriptum: “Ho ancora un’ora di viaggio e tanta voglia di ricominciarlo… Sarà patologico?”. una commentatrice scrive che anche a lei succede così, che anche lei ama molto rileggere i suoi libri e pensare: “Diamine, ma come posso averlo scritto io un capolavoro siffatto?”.

Apprestare il terreno


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“Noi che volevamo apprestare il terreno alla gentilezza/non potemmo essere gentili,/ma voi, quando sarà venuta l’ora/che l’uomo sia un aiuto all’uomo,/pensate a noi con indulgenza.” ( Bertolt Brecht)

pronome personale


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Mi capita di ascoltare ( soprattutto alla radio, ma mi par di capire che lo stesso accada anche in tv) trasmissioni fatte da persone di sinistra, capaci di creare battute, aforismi, gags a getto continuo, demiurghi di una satira che sembra non conoscere mai una pausa, sempre più divertente, sempre più inventiva, sempre più felicemente demenziale. Poi, dopo aver riso ascoltando l’ennesima strepitosa battuta, mi viene in mente quel manifesto dove dava bella mostra di sé l’anarchico che rideva accompagnato da due gendarmi. E la didascalia che l’accompagnava. Tutto perfetto,certo. Solo una piccola variazione consonantica nell’uso del pronome personale: un ‘ci’ al posto del ‘vi’.

Gaglioffo


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“Se lei vuol dire che io sono stato un gaglioffo, lo dica pure: mi troverà del tutto consenziente. Le dirò che l’invidio l’uso di una lingua che ha una parola così sapida per designare un poco di buono: ga-gliof-fo; bella, bellissima.”
( Giorgio Manganelli, Le interviste impossibili, Adelphi, 1997, pag. 29).

Amba Aradam


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Sarebbe cosa buona e giusta che chi usa l’orribile termine ‘ambaradan’ scomparisse dalla faccia della terra proprio quando si accinge a pronunciare l’ultima fatale sillaba ( -an(sic!) piuttosto che -am) e fosse delocalizzato, per ucronico contrappasso spazio-temporale, in un luogo ed in una data precisa: nella località di Amba Aradam, a 500 km da Addis Abeba, nel giorno 15 febbraio del 1936 per vedere che cosa significava essere ‘uno dei ventimila etiopi’ che perirono lì in quel giorno, a causa anche del massiccio uso dei gas venefici sparati dal nostro(?) esercito su ordine del generale Badoglio e vedere se gli torna l’uzzolo di pronunciarla di nuovo quella parola.

Contezza


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“ […]Sarà cura, pertanto, dell’istituzione scolastica, una volta avuta contezza delle proprie risorse di organico,…”
“Cosa ha detto, dott.ssa? “una volta avuta”…che cosa?” (continua…)